Nicolò Barella, il grande protagonista della “sua” Sardegna Arena

Se bisognerebbe dare un volto alla vittoria dell’Inter a Cagliari, sarebbe di certo quello di Nicolò Barella. L’ex di turno era tra i più attesi del match, e lui ha fatto ulteriormente capire a tutti, perchè i 40 milioni che l’Inter ha sborsato per portarlo a Milano, siano stati soldi ben spesi.

Per Barella si trattava del primo vero ritorno da protagonista nella sua Cagliari. Lo scorso anno infatti, l’Inter si presentò in Sardegna dopo appena due giornate. Allora Barella, aveva da poco iniziato la sua avventura neroazzurra. E non era ancora il perno fondamentale, che poi è diventato, per il centrocampo di Conte. Così al suo primo ritorno a casa, Nicolò subentrò al 69′ al posto di Matias Vecino. Mettendosi in mostra per poco più di 20 minuti.

Dal 1 settembre 2019 però, sembra ormai passata un’eternità. Nel frattempo Barella si è trasformato in uno dei più forti centrocampisti in Italia. E domenica a farne le spese è stato proprio il suo Cagliari, la squadra che lo ha accudito e cresciuto prima che di arrivare al grande salto.

Barella, causa problemi alla caviglia, avrebbe anche potuto non giocare il match di ieri. Ma forte di una buona fasciatura e tanta grinta, ha stretto i denti. E nelle difficoltà che ha saputo riservare la Sardegna Arena, ha preso i suoi compagni per mano. Trascinandoli verso la rimonta con il bellissimo gol del pareggio, e il perfetto assist per il 2-1 di D’Ambrosio. Solo la ciliegina sulla torta dell’ennesima prestazione da protagonista assoluto.

Nicolò Barella parla del suo gol…

Il gol? Sono un professionista -ha risposto Barella nel post partita- e devo dare sempre il massimo per la squadra in cui gioco”. Anche se l’esultanza in realtà è stata molto trattenuta, quasi a chiedere scusa. Perchè sa bene che se è diventato il giocatore di oggi, tanto lo deve alla squadra che ieri ha punito severamente.

 

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Matteo Ponciroli

Amante del calcio in ogni sua sfacettatura. Aspirante giornalista e match analyst. Sempre al lavoro per poter raccontare ed analizzare questo sport come professione.

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