Inter – Il gap con la Juventus è diminuito da quando c’è Conte?

Negli ultimi anni, siamo stati abituati ad assistere all’egemonia di una squadra sola. Un team nettamente più forte degli altri, sia da un punto di vista tecnico, che di organizzazione tattica che di struttura societaria. Questo è stato possibile sia per merito della squadra, sia sfruttando il momento di difficoltà contemporaneo di altre compagini. Ma qualcosa, negli ultimi due anni, sta cambiando. L’Inter, a questo punto, quanto ha diminuito il gap con la Juventus da quando in panchina siede Antonio Conte?

Due anni fa, l‘Inter ha fatto una scelta coraggiosa. Affidare ogni parte dell’aspetto tecnico ad un solo uomo: Antonio Conte. Il tecnico salentino ha l’ultima parola sul mercato e sulla gestione della rosa. E da quando c’è lui in panchina, qualcosa sembra essere cambiato.

Prima di Conte, nonostante gli investimenti già pesanti, l’Inter era una squadra da 4° posto a malapena. Dopo Conte, i nerazzurri si trovano stabilmente in vetta, per ora ad un solo punto da un Milan che, a livello di rosa ed esperienza, non può reggere un ritmo simile fino alla fine. Mentre la Juve negli ultimi due anni sta attraversando un periodo di transizione tecnica e societaria che sta avvantaggiando le concorrenti.

LA forza dei bianconeri è sempre stata la solidità e la continuità. Negli ultimi 3 anni, invece, sono stati cambiati 3 allenatori (Allegri, Sarri, Pirlo, ndr) e anche i quadri societari sono cambiati (via Marotta, pieni poteri a Paratici). Questo può essere il primo aspetto da considerare quando si analizzano i cambiamenti a livello di risultati. Marotta è un dirigente coi fiocchi, fautore sia della Sampdoria dei miracoli (arrivata in Champion con Cassano e Pazzini) sia della Juve pluricampione (la squadra l’ha costruita lui).

Secondariamente, guardiamo gli allenatori. È una cosa insolita per i bianconeri cambiare così tanti allenatori in così poco tempo, mentre è insolito per i nerazzurri non cambiare allenatore spesso. La continuità, il fatto di avere un progetto tecnico preciso e concreto è uno dei motivi della diminuzione del gap che esisteva prima. Bene ha fatto la società a difendere Conte a spada tratta, soprattutto nel momento di maggior bisogno, ossia durante la campagna Champions di quest’anno.

Terzo, guardiamo i giocatori. La Juventus ha si comprato Cristiano Ronaldo, ma è un Ronaldo differente rispetto al passato. Prima vinceva le partite da solo, ora necessita di una squadra che gira e che funziona. Oltre a questo, le zebre hanno iniziato un percorso di ringiovanimento della rosa che, per forza di cose, doloroso. Chiellini ormai non regge più, Barzagli ha smesso, Mandzukic è andato via, Higuain pure. Giocatori di esperienza e di carisma, che sono stati sostituiti con giovani magari alle prime esperienze in squadre veramente big. De Ligt, Chiesa, Kulusevsky, Arthur, Demiral, McKennie sono tutti giocatori validi ma acerbi, a cui servono molte partite ancora per raggiungere il proprio top.

Dall’altra parte, invece, l’Inter con Antonio Conte ha deciso di puntare su giocatori già pronti, fatti e nella piena maturità calcistica. Dicasi questo di Lukaku, Vidal, Eriksen, Godin, De Vrij, Darmian, Sanchez. Questi giocatori, uniti a qualche giovane che già aveva assaggiato il nostro campionato o che già erano abituati alla Champions (Barella e Hakimi) sta facendo la differenza.

L’unica cosa in cui, forse, la Juventus è ancora superiore all’Inter è la lunghezza e la qualità della panchina, ma ci sarà tempo per lavorarci.

L’Inter ha nettamente diminuito il gap con la Juventus, e prima o poi doveva succedere. Oggi bando alle scuse, i nerazzurri se la possono giocare praticamente alla pari.

Luca Reverberi

Laureato Magistrale in Editoria alla Statale di Milano, sogno di diventare un giornalista sportivo e un cronista di viaggio per pubblicazioni periodiche, e per questo ho deciso di intraprendere questa nuova avventura coi ragazzi di Fcinterpress.com. La mia relativa poca esperienza nel settore è compensata da un’incredibile voglia di imparare e di farmi strada nel mondo. Sono appassionato di letteratura (inglese e americana soprattutto), sport (calcio, tennis, formula 1 e MotoGp), viaggi esotici e scrittura creativa.

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