Conte: “Vittoria sinonimo di crescita costante, ora continuiamo. Eriksen e Perisic? Spesso giudizi affrettati”

Antonio Conte è intervenuto a Dazn, subito dopo la vittoria dell’Inter per 3-0 nel derby contro il Milan.

Ecco le dichiarazioni del tecnico neroazzurro:

“Complimenti? Complimenti ai miei calciatori, protagonisti di una grande prestazione. L’hanno preparata bene, i complimenti sono per loro”.

Per spessore della prestazione è la più bella vittoria da quando allena l’Inter?
“Mi auguro che la vittoria più bella debba sempre arrivare. Bellissima partita, non dimentichiamo che era un derby e quindi c’era il campanilismo poi era derby d’alta classifica, quindi dava maggiori responsabilità. Stiamo proseguendo in questo percorso di crescita, sono contento perché l’abbiamo preparata bene e sono accadute situazioni che ci aspettavamo. Siamo stati bravi a sfruttarle contro una squadra molto forte. Bisogna fare i complimenti al Milan e a Stefano Pioli per quanto stanno facendo. La partita la dedichiamo ai nostri tifosi, l’accoglienza è stata da brividi e ci ha responsabilizzato. Mettendoci anche pressione, che però abbiamo trasformato in pressione positiva”.

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A livello psicologico questa vittoria ha spostato qualcosa?
“A livello psicologico temo le sfide con Genoa e Parma, sfide molto ostiche. Lì dobbiamo dimostrare di avere fatto il salto di qualità per rimanere in alto. Lasciando stare l’Atalanta, il Genoa con Ballardini ha perso solo una partita e sta facendo un cammino importante e il Parma sta faticando malgrado la rosa. Queste partite ci diranno tanto su cosa vogliamo fare da grandi”.

Ci sono 26 giocatori nel progetto, compresi anche Perisic ed Eriksen, nel tuo progetto. Oggi sono stati determinanti. Questa per un allenatore è una vittoria straordinaria al di là del risultato.
“Vero, io penso che il compito di un allenatore è quello di portare tutta la rosa a disposizione a migliorare ed entrare dentro la mia idea. Noi siamo una squadra, abbiamo un’idea ben precisa in fase di possesso e non possesso. La crescita di Christian e di Ivan, ma di tutti i calciatori, mi rende orgoglioso. A volte si esprimono giudizi affrettati: Barella all’Inter ha avuto una crescita esponenziale attecchendo subito, ma altri giocatori hanno bisogno di più tempo arrivando da campionati esteri. Lui si è avvicinato a noi, e io non ho preclusioni verso nessuno. Anche Perisic l’anno scorso non aveva voglia di dare questa abnegazione come quinto, se pensa di non essere sfruttato a dovere che si può fare… Quest’anno si è messo a disposizione e oggi ha fatto una partita bella sotto ogni punto di vista. Ha potenzialità incredibili, deve credere più in se stesso. Ma sono contento perché sono tutti dentro il progetto”.

Oggi gli attaccanti andavano ad attaccare gli spazi dietro il terzino avversario, è una cosa provata?
“Sono situazioni che chi gioca a calcio le vede… Io lavoro tanto con gli esterni e gli inserimenti dei centrocampisti. Cerchiamo di capire anche come difende la squadra avversaria, che pressione dà. Oggi provavamo a fare movimenti inversi, con Hernandez che pressava mandavamo Lukaku ad attaccare e Lautaro incontro. Studiamo come si muove la linea difensiva, che schermo danno ai centrocampisti per cercare di esaltare le doti dei calciatori”.

L’alternanza degli attaccanti è studiata, quindi?
“Prepariamo la partita in base all’avversario. Oggi avevamo due situazioni, quella di attesa coi due attaccanti sul dischetto del centrocampo nella metà avversaria e quella della pressione alta con Hakimi e Perisic quando riuscivamo a portare palla. Abbiamo pagato il cercare sempre la pressione alta, ora riusciamo a fare due tipi di fasi. I ragazzi iniziano a riconoscere le situazioni dopo un anno e mezzo, questo rende tutto più facile”.

Lukaku dopo il Torino disse che non siete una grande squadra. Questa vittoria vi trascina.
“Noi abbiamo preso consapevolezza quando abbiamo iniziato a battere le più forti negli scontri diretti, lì cresce l’autostima e la consapevolezza nei propri mezzi. Questa vittoria ha dato conferma della nostra crescita importante, dobbiamo continuare sotto questo punto di vista. Poi i risultati aiutano, il lavoro c’è poi se arrivano i risultati è meglio per me per inculcare certe situazioni”.

In conclusione, Conte rivolge un altro pensiero a Mauro Bellugi: “Scomparsa che ha fatto male a tutti”.

Luigi Mazziotti

Sono Luigi Mazziotti e sono un laureato in Scienze della Comunicazione. Da sempre sono appassionato di calcio e di telecronache, tanto che fin da bambino, toglievo l'audio ai videogame per fare io la telecronaca. Da sempre ligio al lavoro sogno che la mia passione diventi il mio lavoro

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