Nuovo San Siro: tante chiacchiere e zero fatti

La notizia rimbalzata questa mattina su “Calcio e Finanza”, ha riportato alla luce il tema stadio, dopo che negli ultimi tempi se n’èra parlato poco. Secondo il sito che si occupa dei risvolti economici legati al mondo del calcio, l’Inter potrebbe clamorosamente decidere di fare lo stadio da sola senza la collaborazione del Milan, come in precedenza annunciato.

Tutto ciò si ricollega alla notizia secondo cui il fondo di investimento saudita, Pif, sia interessato alle quote dell’Inter. Il progetto stadio, naturalmente, fa gola a tutti i pretendenti ad affiancare o sostituire Suning nel futuro prossimo, fondo saudita compreso. Un’opera del genere infatti, garantirebbe, al nuovo proprietario, un ritorno economico e anche una notevole pubblicità a livello d’immagine. Senza contare i benefici che, un impianto di proprietà, darebbe alla squadra in ambito sportivo. Avere uno stadio di proprietà vorrebbe dire maggiori introiti e maggiori introiti garantiscono, in tempi di fair play finanziario, maggiore competitività sul campo.

Proprio lo stadio è l’ultimo tassello che manca ad Inter e Milan per tornare definitivamente grandi. Il Comune di Milano, però, sembra non avere la stessa intenzione delle due società, che vogliono realizzare un nuovo impianto in zona San Siro, abbattendo l’attuale “Giuseppe Meazza”. Ormai da almeno due anni sentiamo parlare di bozze di progetti con Antonello (per l’Inter) e Scaroni (per il Milan) ad esporsi pubblicamente. Poi però è sempre accaduto che, al momento di passare ai fatti, ci si è sempre arenati su un qualcuno od un qualcosa che si opponeva alla demolizione dell’attuale impianto meneghino. Il sindaco Sala non voleva, e non vuole, passare alla storia come colui che ha avallato la demolizione di uno stadio storico e per questo non si è mai sbilanciato in merito al nuovo impianto. La situazione attuale, unita alla ridicola burocrazia italiana, ha fatto slittare ancora qualsiasi tipo di decisione. Tant’è che in molti ormai si sono rassegnati a non vedere il nuovo stadio entro il 2030.

Alla luce di quanto descritto sopra, ci sembra alquanto fantasioso che l’Inter decida di andare da sola. Anche perchè costruire uno stadio insieme vorrebbe dire dimezzare i costi e avere la possibilità di realizzare gli stessi ricavi. Sarebbe quindi controproducente, a maggior ragione in un periodo come questo, abbandonare la collaborazione con la società rossonera. Per questo crediamo che Inter e Milan continueranno a lavorare in maniera congiunta al fine di garantire alla città di Milano un impianto futuristico e a “misura di tifoso”. Sicuramente bisognerà aspettare il prossimo autunno per avere nuove notizie, data in cui si terranno le elezioni comunali a Milano. Con la speranza che la nuova giunta sia un po’ più celere nel decidere. Altrimenti quella che era una provocazione (costruire lo stadio in comuni limitrofi come Sesto San Giovanni), potrebbe rivelarsi un’alternativa funzionale. Resta il fatto che ad oggi, 11 marzo 2021, del futuro non v’è certezza. L’unica sicurezza è che quando i tifosi di Inter e Milan torneranno allo stadio, varcheranno gli stessi gate e saliranno le stesse scale di sempre.

Fabrizio Febi

Classe '97, vivo nelle Marche in provincia di Ancona. Laureato in Economia e Commercio attualmente iscritto alla Magistrale di Economia e Management. Appassionato di calcio in tutte le sue sfaccettature, con un occhio anche agli altri sport. Inter e Los Angeles Clippers le mie più grandi passioni. Ho scritto per Periodicodaily, sporteconomy e jzsportnews dopo aver frequentato il corso "Giornalismo Calcistico e Uffici Stampa" presso la scuola Elite Football Center.

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