Auguri a un “reale” doc, compie 43 anni El Principe: Diego Milito

Il 12 giugno non sarà mai una data qualunque per qualsiasi tifoso nerazzurro: un giorno, un mese indelebile. Compie gli anni un “reale”, un calciatore che per l’Inter è stato fondamentale durante la sua militanza, specialmente alla sua prima stagione. Correva l’estate 2009,  l’Inter conferma quanto già concluso durante la primavera – esattamente ad aprile – che sarebbero arrivati dal Genoa T.Motta e Milito. Quest’ultimo ha l’occasione a trent’anni di mostrarsi finalmente in una grande piazza, dopo anni sprecati in contesti più piccoli per il suo calibro. Aggiungendo il clamoroso affare dell’Inter col Barcellona: Eto’o all’Inter più un conguaglio economico e Ibrahimovic al Barcellona. In più prese Sneijder scaricato dal Real Madrid e Lucio per pochi spiccioli dal Bayern Monaco.

La stagione 2009/10, quella del tutto, porta un solo nome: Diego Milito

Senza dimenticare l’ossatura di base che l’Inter già aveva – che era di tutto rispetto – praticamente Moratti consegnò a Mourinho una rosa stellare. Una rosa che faticò a raggiungere la meta, quella del successo. Un campionato vinto all’ultima giornata, una Coppa Italia vinta sudandola (in entrambi i casi la Roma di Ranieri fu una brutta gatta da pelare) e invece in Champions League step by step eliminò il Chelsea di Ancelotti, il Barcellona di Guardiola e in finale il Bayern Monaco dell’ex mentore di Mourinho: Van Gaal. Tre trofei vinti in tre match: a Siena in campionato vincendo 0-1, a Roma la finale di Coppa Italia contro la Roma vincendo 0-1 e a Madrid al Santiago Bernabeu, in finale di Champions League contro il Bayern Monaco vincendo 0-2. Tre vittorie e quattro reti, quattro reti firmate dalla stessa persona: Diego Milito.

In casa Inter si festeggia “El Principe”, auguri “reali” per 43 volte

Secondo l’oroscopo chi è nato in questo periodo, è nato sotto il segno dei Gemelli: costoro sono sovente etichettati per avere una doppia personalità. Il sottoscritto Diego Alberto Milito, personalità ne aveva anche più di due: tre, quattro, cinque. Milito – argentino con passaporto italiano, il nonno era di Sibari (Cosenza) – era di un’intelligenza incredibile. Il primo goal al Bayern Monaco lo esemplifica benissimo: Julio Cesar batte il fallo di fondo verso Milito, Milito – mentre la palla è in aria – intuisce dove finisce la palla, si mette davanti al connazionale Demichelis e serve di testa Sneijder. Quest’ultimo porta palla, il tempo che Milito attacchi la profondità, lo serve e Milito con un tocco sotto alza la palla quanto basta per saltare Butt e segnare. Un goal stupendo di un calciatore meraviglioso esploso purtroppo a età già affermata.

 

 

Alfonso Infantino

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