3-5-2 o 3-4-1-2? Ma più che il modulo conterà il modo

 

Ci siamo, il conto alla rovescia alla gara contro la Fiorentina, in programma sabato sera al Meazza, sta entrando nelle fasi finali. Cresce l’attesa per la prima della beneamata in casa, sale l’adrenalina da esordio in campionato (anche se quella contro la viola sarà ufficialmente la seconda giornata, perché la prima, l’Inter la recupererà mercoledì 30 settembre allo stadio Vigorito di Benevento), aumentano i desideri dei tifosi, dei mille che saranno fisicamente presenti allo stadio e del popolo nerazzurro, ansioso di vedere i primi calci al pallone in campionato di Lukaku e soci.

In queste ore, s’impenna naturalmente anche il pathos, già di per sé vibrante, di mister Conte, il cui pensatoio tattico, è particolarmente fitto: 3-5-2 o 3-4-1-2? Quale la veste tattica da indossare al cospetto della squadra di Iachini? Più che un aut aut, il tecnico salentino, sembrerebbe intenzionato ad un et et. Cioè a partire con il collaudato 3-5-2, e a partita in corso, a seconda degli eventi del match, ecco che potrebbe sfoggiare l’abito del 3-4-1-2.

Vedremo, quando sarà l’ora della verità. Ma prima della “v” di verità, sarà importante la “V” di Vidal: lo vedremo dal primo minuto il cileno? Il guerriero, è multitasking per vocazione: può infatti ricoprire il ruolo di mezzala, mansione che nella Juve di Conte svolse e andando spessissimo in gol. Può anche agire dietro le punte, imbeccando, con la sua propensione alle giocate efficaci, Lukaku e Lautaro. Ma c’è anche la versione guerrigliera per antonomasia: mastino in mediana, quasi sulla falsa riga del suo connazionale ed ex Inter Medel.

Una cosa è certa, dopo averlo fortemente voluto, fiore all’occhiello di questa sua seconda Inter, Conte, non solo in campo, ma si porterebbe Vidal persino con lui a far la spesa…Insomma, più che la diatesi tattica, importante certo, sarà determinante il modo con cui Conte, Vidal, i nuovi e i vecchi, approcceranno la gara contro la Fiorentina, avversario tosto, che ha già vinto la prima contro il Toro e che ha una gran facilità a renderti difficile la vita.

Luca Savarese

Luca Savarese, per la prima volta al Meazza a soli otto mesi, sulle spalle di papà. Insomma, una vera folgorazione! Al liceo classico dirigevo la colonna sportiva del giornalino "Il faro". Già durante la laurea in Filosofia (copertina della tesi su Nietzsche blu con scritte nere) raccontavo la vita di un pallone. Giornalista pubblicista dal 2016

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