Inter, uno Scudetto sofferto, ma la riconferma sarà più difficile: i motivi

Dopo una stagione travagliata che ha portato i nerazzurri alla vittoria del 19mo Scudetto, ora all’Inter serve la riconferma. Non sarà facile. Eccone i motivi

 

A quattro giornate dalla fine del campionato l’Inter ha vinto matematicamente lo Scudetto, un obiettivo sofferto, ma ‘obbligato’.

Il trofeo è arrivato in una stagione tribolata sia fuori, sia dentro il campo.

La sessione estiva di calciomercato ha visto sfumare degli acquisti che Conte tanto desiderava, come Kanté, piuttosto che Emerson Palmieri. Per contro, è stato accontentato con gli innesti di giocatori del calibro di Hakimi e Darmian, che hanno contribuito in maniera pesante alla vittoria del titolo nazionale. Ha fatto il suo ingresso in nerazzurro il tanto atteso Vidal, che, da titolare quasi inamovibile, è stato scavalcato da Eriksen, il danese ‘riscoperto’ da Conte.

Sul campo si è visto di tutto e di più. Il girone di andata è stato caratterizzato da alti e bassi, con il Milan di Pioli che aveva messo il turbo. Stendiamo un velo pietoso sulla Champions League, dalla quale i nerazzurri escono da ultimi nel girone per la prima volta nella loro storia.

Proprio da lì parte l’inizio della risalita dell’Inter in campionato. Poi la vittoria contro la Juventus, forse la migliore prestazione dell’undici di Conte. Intanto il Milan inizia a frenare. Invece la Beneamata si avvicina fino a sorpassare i rossoneri al primo posto. La volta successiva è già derby, di ritorno, e Lukaku e i suoi allungano in classifica con un secco 3-0. Da lì in poi è tutta una cavalcata trionfale verso lo Scudetto con 12 vittorie consecutive.

L’Inter è diventata campione d’Italia in un campionat complicato, ma, rispetto al lontano 2007, la riconferma sarà ancora più difficile.

Quell’anno la squadra guidata da Roberto Mancini sembrava non avere rivali, riuscendo senza problemi ad aprire uno storico ciclo vincente. Infatti la Juventus era appena risalita dalla Serie B, dopo esserci piombata con lo scandalo di Calciopoli. In secondo luogo, ma non meno importante, non c’era la pandemia, quindi c’era meno attenzione alle spese folli.

Ora la Juventus continua a essere un avversario tosto, nonostante sia meno forte di quella di inizio decennio. Il Milan quest’anno si è mostrato al di sopra delle aspettative.

A tutto questo si aggiunge il Covid-19, che ha ridimensionato le pretese dei grandi club, abituati a spendere fior fior di quattrini per costruire squadre sempre più competitive. L’Inter, certamente, ha tutte le carte per aprire un ciclo vicente, ma i problemi finanziari non sono certo da sottovalutare. La questione emerge ancora di più, se la società volesse alzare alzare l’asticella per fare la differenza anche in Europa.

In Italia serve difendere il titolo il più a lungo possibile, non solo perché manca ancora uno Scudetto per cucire sul petto la doppia stella, ma pure per la liquidità che ne deriva da altre vittorie, oggi come oggi ancora più importante vista l’epoca che stiamo vivendo.

 

 

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Paolo Borrelli

Sono nato a Milano il 24/01/1991 e vivo a San Vito, piccola frazione del Comune di Gaggiano, nel sud ovest dell’hinterland milanese. Sono Laureato in Scienze dei Beni Culturali e in Storia dell’Arte. Essendo appassionato di cultura a 360°, non tralascio ovviamente il calcio, che seguo fin dalla tenera età. Tifo inter dalla stagione 1997/1998, colpito dalle magie di Ronaldo “Il Fenomeno”. Il mio colore preferito è il blu.

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