Con Antonio Conte nasce l’ITALINTER

Negli anni passati l’Inter era spesso criticata perchè aveva pochi italiani all’interno della sua rosa. Spesso, i giocatori del nostro paese, fungevano da comprimari o da secondi e terzi portieri. Così, dai tempi della prima gestione Mancini, abbiamo assistito a molte partite dell’Inter con nessun italiano in campo tra i titolari. Una tendenza che è continuata con Josè Mourinho (ad eccezione di Mario Balotelli e Marco Materazzi). Proprio nel 2010, anno del Triplete interista, molti imputavano il flop della Nazionale di Marcello Lippi al fatto che la squadra, in quel momento top in Italia, non annoverava calciatori italiani di spessore. 

LA LINEA VERDE DI SUNING CON UN OCCHIO ALL’ITALIA

Con l’arrivo di Antonio Conte, Suning ha continuato la sua politica in ottica calciomercato. Una politica da sempre incentrata sull’acquisto di giocatori giovani che hanno voglia di affermarsi. Ciò che è cambiato, con Conte e Marotta, è il fatto di andare a cercare molti di questi giovani sul mercato italiano. Esempio lampante di questo è l’acquisto di Nicolò Barella e Stefano Sensi, nell’estate del 2019. Conte, appena arrivato, si impuntò per non mandare di nuovo in prestito Alessandro Bastoni, di ritorno dall’esperienza annuale al Parma. Proprio Bastoni, da molti considerato in quell’estate come sesta scelta in difesa, ha scalato rapidamente le gerarchie, affermandosi come uno dei titolari della rosa. Il suo piede educato e una personalità fuori dal comune, nonostante la giovane età, hanno reso il numero 95 indispensabile nello scacchiere tattico interista. Anche Barella, da quando è arrivato all’Inter, si sta affermando come uno dei centrocampisti più forti della Serie A. Dopo un inizio stentato, dovuto anche a qualche infortunio di troppo, l’ex Cagliari è diventato uno degli assoluti padroni del centrocampo nerazzurro. Molti ritenevano i 47 milioni spesi, bonus compresi, come eccessivi. L’investimento dell’Inter si è rivelato però giusto, visto che ora la valutazione del classe ’97 si aggira sui 50 milioni. Una colonna presente e, molto probabilmente, anche futura dell’Inter.

D’AMBROSIO E GAGLIARDINI, DA INADATTI A FUNZIONALI

Il tecnico ex Chelsea, oltre a valorizzare i giovani italiani della rosa, ha anche rilanciato i più “anziani” del gruppo degli azzurri. Giocatori che erano all’Inter anche prima del suo arrivo, come Danilo D’Ambrosio e Roberto Gagliardini. Il numero 33 negli anni passati era uno dei bersagli preferiti della critica. Additato spesso come “non da Inter”, l’ex Torino sta rispondendo sul campo ai suoi detrattori. Sicuramente non può considerarsi un titolare inamovibile, ma la sua duttilità tattica permette a Conte di avere un opzione in più sia in difesa che sugli esterni. Conseguenza di tutto ciò è stata l’entrata del giocatore nel giro della Nazionale, con 4 presenze da settembre 2019 ad oggi. Un altro giocatore che sembra rinato con Conte è Gagliardini, il quale sembra essere tornato ai livelli di prestazione che avevamo visto nelle primissime partite della sua esperienza all’Inter. Anche lui, spesso considerato da molti come inadatto, si sta prendendo la sua piccola rivincita. L’allenatore difficilmente rinuncia a lui, soprattutto perchè il classe ’94 è in grado di garantire fisicità ed equilibrio in mezzo al campo. Una pedina non appariscente, ma sicuramente utile e funzionale al contesto tattico della squadra. Anche Roberto Mancini ha aperto le porte della Nazionale al centrocampista, che vanta 3 presenze sotto la gestione del tecnico jesino. Ricordiamo anche che, la scorsa stagione, avevamo assistito alla rinascita calcistica di Antonio Candreva, trasformato in esterno a tutta fascia nel 3-5-2, così come Conte lo aveva utilizzato in Nazionale quando era CT. Il numero 87 ha vissuto senza dubbio la migliore stagione della sua avventura all’Inter, collezionando 7 goal e 9 assist in 40 apparizioni. Menzione speciale, infine, per Matteo Darmian, Di lui abbiamo parlato nell’articolo pubblicato ieri.

Un cambiamento nel rapporto con i giocatori italiani che, giocoforza, cambia anche la visione dell’Inter in ottica Nazionale. Ormai Barella è un titolare indiscusso del centrocampo azzurro e spesso tra i migliori in campo. Bastoni, dopo le ultime prestazioni in Nations League, si è pesantemente candidato per un posto tra i 23 dell’Europeo. Non dimentichiamoci infine di Stefano Sensi, che sta finalmente uscendo dal tunnel dei continui infortuni, nel quale si era infilato ad ottobre 2019. Speriamo che per l’ex Sassuolo non ci siano ulteriori complicazioni, l’Inter e la Nazionale hanno bisogno di lui.

Fabrizio Febi

Classe '97, vivo nelle Marche in provincia di Ancona. Laureato in Economia e Commercio attualmente iscritto alla Magistrale di Economia e Management. Appassionato di calcio in tutte le sue sfaccettature, con un occhio anche agli altri sport. Inter e Los Angeles Clippers le mie più grandi passioni. Ho scritto per Periodicodaily, sporteconomy e jzsportnews dopo aver frequentato il corso "Giornalismo Calcistico e Uffici Stampa" presso la scuola Elite Football Center.

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